Ibrahimovic vs Sacchi: il battibecco

16/09/2010

Liti e i battibecchi sono diventati ormai di casa nei programmi televisivi. Che siano imprevisti o meno, una cosa è certa: non passano mai inosservati e richiamano l’attenzione dei media.

L’ultimo esempio risale a mercoledì sera.

Zlatan Ibrahimovic, neo acquisto milionario del Milan, e Arrigo Sacchi hanno innescano una lite in diretta tv sul canale Mediaset Premium alla fine della gara vinta dal Milan contro l’Auxerre proprio con una doppietta dell’attaccante svedese. Una battuta di Arrigo Sacchi “se non avesse avuto il 46 non avrebbe segnato” è stata accolta da Ibra come una vera e propria offesa.

Lo svedese ha tirato in ballo vecchie dichiarazioni di Sacchi quando Zlatan era al Barcellona rispondendo malamente a Sacchi, invitandolo a stare zitto e a parlare a quattr’occhi se vuole dirgli qualcosa.

Nonostante il conduttore Marco Foroni e l’opinionista Maurizio Pistocchi abbiano cercato di far capire che Sacchi aveva speso parole d’elogio per lo svedese, lo stesso Ibrahimovic non ha visto di buon grado la battuta di Sacchi e ripensando a qualche esternazione del tecnico emiliano ai tempi del Barcellona, lo svedesone è andato in escandescenza.

Arrigo Sacchi ha mantenuto la calma dinanzi ad un modo molto crudo di rispondere da parte di Ibra ed ha chiuso il battibecco con un secco: “Dovrai imparare anche l’educazione”.

– Questo il video del battibecco

Sopravvive a 1200 punture di api

16/09/2010

Scioccante incidente per un 65enne pensionato statunitense, Lamar LaCaze. L’uomo, che stava lavorando la terra col suo trattore in Texas, è incappato in un alveare pieno di api particolarmente aggressive, che lo hanno punto oltre 1.200 volte.

Lamar, attaccato da tutte le parti, ha avuto solo il tempo di chiedere aiuto a suo figlio prima di perdere i sensi. Ora, dopo due settimane, l’uomo è ancora in ospedale e il suo viso è ancora gonfio per le punture. “Quando lo abbiamo portato al pronto soccorso sembrava che avesse un alveare in testa”, ha raccontato il figlio ai quotidiani locali.

I medici gli hanno curato le punture nelle orecchie, nel naso e in bocca. Secondo i parenti di Lamar, le api avevano il loro alveare in un vecchio scaldabagno, e al passaggio del 65enne, sentendosi disturbate, hanno subito provveduto ad attaccarlo.

La comunicazione politica

16/09/2010

Sfogliando il quaderno con gli appunti delle lezioni del prof. Alfonso, mi sono accorto di non aver postato una sintesi dell’ultima lezione a cui avevo partecipato: quella dedicata alla comunicazione politica.

Anche se con un po’ di ritardo cerco di rimediare…

La comunicazione politica mira, innanzitutto, al consenso, che non sempre  però  è un consenso politico. Bisogna tener ben presente che con comunicazione politica non ci si riferisce solo al Presidente del Consiglio, al Parlamento o al sindaco di un dato comune, il termine va compreso in un’accezione più ampia: per gli antichi greci politico era, infatti, tutto ciò che riguardava la polis, quindi gli interessi della comunità. In questi termini anche il presidente dell’Avis, ad esempio, potrebbe fare comunicazione politica, anche se lui la intenderebbe come forma di comunicazione istituzionale.
Anche in politica si vende un prodotto. Però, a differenza della comunicazione di prodotto che è emozionale, quella politica è connessa alla logica della parola, vuole proporre un ragionamento. Un cartellone 6×3 inneggiante uno slogan non è comunicazione politica, ma marketing politico, quindi è qualcosa di profondamente emozionale e poco stimolante dal punto di vista intellettuale.
Per far comunicazione politica bisogna tener presente che la politica è tutta uguale e i canoni di comunicazione sono identici. In altre parole, le regole sono le medesime ma i politici no, e proprio per questo hanno bisogno di regole declinate ad hoc, senza mai dimenticare le fondamentali: competenza, capacità di persuasione e comunicazione, e pulizia d’immagine.
Chiunque aspiri ad incarichi politici di prestigio deve servirsi di un’organizzazione forte, in grado sia di far propaganda che di recuperare fondi e materiali, che, all’occorrenza, di spiare gli avversari.

Figure fondamentali sono:  1. i consiglieri  2. i comunicatori  3. gli attivisti  4. gli analisti  5. i tecnici informatici (vere e proprie spie). Sono questi ultimi il vero ago della bilancia, visto che la prima cosa che un politico deve fare per vincere è demolire l’avversario e quale modo migliore se non quello di investigare nel suo passato studiando i documenti e magari i dossier in rete?

Due figure importanti nell’ambito della comunicazione politica sono:

I portavoce: sono coloro che riportano in modo referenziale il messaggio del leader. Hanno la delega per rappresentarlo. Ma, soprattutto, sono coloro in grado di interpretare il messaggio del leader senza possederne la valenza politica. Ciò implica che possono essere smentiti, anche dal leader stesso, se le cose non vanno nella direzione programmata.

Gli spin doctor: sono invece dei consiglieri strategici. La loro attività ruota intorno all’immagine e alla comunicazione. Devono essere in grado di pensare come scrivono e comunicano gli “avversari” prima di scrivere e comunicare loro. Sono, quindi, figure fondamentali e richiestissime, capaci di modificare il corso della politica e, ovviamente, della storia.